domenica 1 dicembre 2013

16. TESTIMONE DI VALORI UMANI E CRISTIANI

Il film su gloria.tv
Concetta Lombardo è ricordata a 66 anni dalla morte





Concetta Lombardo: testimone dei più autentici valori umani e cristiani
di Armando Matteo
La storia

Aveva solo 24 anni, quando la mat­tina del 22 agosto del 1948, Concetta Lombardo, catechista e ter­ziaria francescana, senza esitazione andò incontro alla morte pur di sottrarsi alle pretese volgari di un suo ammirato­re, già sposato e padre. Due colpi di pi­stola sparati da quell'uomo spezzarono la sua giovane vita .
Il luogo del martirio è ricordato da una croce alta 20 metri innalzata il 16 luglio 1984 dal movimento "Regina Apostolorum", fondato e diretto dall'avvocato Giuseppe Guerrisi,

Era nata a Stalettì il 7 lu­glio del 1924 e quì vi trascorse la sua in­tera breve esistenza. Rimasta orfana di padre ad appena sette mesi dalla nasci­ta, di lei e dell'altra sorella si prese cura la madre Giovanna non senza difficoltà e sacrifici. Il clima familiare si ispirava alla semplicità, all'umiltà e grande spa­zio era dedicato alla preghiera. Concetta visse una vita difficile, segnata dalla povertà, ma af­frontata con un forte senso di coraggio e di dignità,  sino a quando non ricevette le attenzioni di un uomo sposato, che furono da lei prontamente respinte. L'uomo pe­rò non si diede facilmente per vinto e la mattina del 22 agosto 1948 si recò lì do­ve Concetta con la zia Maria stava raccogliendo fichidindia e, dopo l'ennesimo rifiuto, non esitò a spararle, e poi suicidarsi. 

«No, non voglio offendere il Signore e dare un  dispiacere alla mamma»: queste le ulti­me parole pronunciate dalla giovane, che rappresentano il suo testamento di fedeltà alla fede cristiana e al rispetto dei valori autentici dell'amore, della libertà e della famiglia.
Oggi, a 65 anni dalla morte, dalla piccola Stalettì la testimonianza di santità di Concetta Lombardo si avvia a diventare modello di vita per tutti i cri­stiani.

Si cominciò a parlare della causa di canonizzazione di Concetta Lombardo all'inizio degli anni ottanta, all'indomani del Sinodo dei Vescovi sulla Famiglia, durante il quale era emersa l'esigenza che le singole comunità diocesane rin­tracciassero testimonianze di esistenza cristiana particolarmente intense legate alla vita familiare. 
padre Nicola Criniti
Ne seguì una prima ricerca condotta da p. Nicola Criniti ofm conv., già vice-postulatore della Causa, sulla vita, sulle virtù e sul martirio di Concetta Lombardo.
Un ulteriore impulso venne dalla cele­brazione del primo Sinodo della Diocesi di Catanzaro-Squillace, che propiziò una felice indagine intorno alle figure di san­tità presenti nella Curia della Diocesi.

La mas­sa delle testimonianze e delle informa­zioni sulla eroica vita della giovane di Stalettì divenne sempre più abbondante e in ragione di ciò l'Arcivescovo Antonio Cantisani accolse il suplex libellus del postu­latore ed il 30 gennaio 1990 aprì ufficialmente la fase diocesana della causa di canonizzazione, che il 6 giu­gno 2002 registrò la positiva con­clusione. Mons. Cantisani, du­rante la celebrazione eucaristica con cui dava termine alla fase diocesana del processo di canonizzazione, sottoli­neò che un tale traguardo se da una parte riempiva di gioia l’intera comunità diocesana dall'altra la rendeva responsabi­le della prosecuzione della testimonianza di Concetta Lombardo. Di tale testimonianza, disse il Presule, tutti «faremo tesoro cercando di vivere più fedelmente i valori che questa donna ha incarnato, per i quali ha saputo dare la vita: e sono i valori della libertà, della famiglia, della fede».
Del resto riconoscere la santità della vita dei fratelli e delle sorelle che ci han­no preceduto nel cammino della fede si­gnifica scoprire che la vocazione alla santità è un cammino aperto a tutti. Una santità, quella predicata e vissuta dai cristiani, che non intende essere al­tro che lo sforzo quotidiano di vivere così come Cristo ha vissuto, di impe­gnarsi così come egli si è impegnato, di amare così come egli ha amato, e persi­no di affrontare l'ora suprema della morte così come il Signore Gesù ha fatto. 

Il messaggio di Concetta

Della vita di nostro Signore ogni santo mette in evidenza un aspetto particolare: è come se ogni santo - con tutta la sua esistenza e con le sue scelte di vita - evidenziasse una caratteristica del messaggio evangelico. In tale modo i santi non solo dimostrano la praticabilità del Vangelo in ogni epoca storica, ma anche la sua validità per i tempi futuri.
Ora quale aspetto del Vangelo viene messo in evidenza dalla singolare vicen­da cli questa giovane calabrese? A pro­posito di Concetta Lombardo si può e si deve parlare di una lezione di amore: una lezione di amore per la famiglia, per le proprie convinzioni, per la propria scelta di fede, per la propria digni­tà. 
Concetta - maggio 1948 (3 mesi prima del martirio)

Ma la storia di Concetta Lombardo ci consegna anche una lezione sull'amo­re. Quante pagine si scrivono su questo elemento così importante della nostra vita! Quante energie si consumano per ottenere un po' di amore nella propria esistenza! Di quanta retorica sono infar­citi i nostri discorsi sull'amore! Ebbene il coraggioso rifiuto di Concetta Lom­bardo alle pretese volgari del suo ammi­ratore ci indica che solo la virtù può essere autentico amore ove siano rispettate le condizioni di libertà e di verità dei due partner. Non ci può essere amore senza libertà, senza libera corrispondenza. E non ci può essere alcun legame affettivo significativo senza rispetto per la verità di ciascuno. L'amore è passione, ma non è solo passione. L'amore è senti­mento, ma non è solo sentimento. L'a­more è attrazione, pulsione, ma non è solo attrazione, solo pulsione. L'amore coinvolge interamente la persona che ama e quella che è amata e solo nel li­bero riconoscimento dell'affetto di en­trambi si rispetta e si realizza la verità di questa magica parola che è l'amore.
Il diniego di Concetta Lombardo, for­temente sostenuto dalla sua educazione cattolica, dal suo attaccamento ai valori della famiglia, dalla sua radicale scelta di fede cristiana, ci invita a meditare maggiormente su quell'importante aspet­to della vita umana che è il bisogno di amare e di essere amati. La testimonian­za di questa giovane donna riflette, in­fatti, lo stile con il quale ciascuno di noi è amato dal Signore: senza costrizioni e nel pieno rispetto della storia e delle scelte di ciascuno di noi. L'amore non s’impone, né quello degli uomini né quello di Dio. Ed è proprio questo il messaggio più profondo della Croce di Cristo: Dio desidera che noi riconoscia­mo il suo amore con il quale ci precede e ci accompagna, ma sa anche attende­re che il nostro cuore si apra alla bene­volenza divina manifestata in Gesù per ogni uomo e ogni donna. Concetta Lombardo conferma con la sua vita che l'amore non è una questio­ne di poco conto. Nell'amore ne va della nostra vita e anche della nostra morte.

1 commento:

  1. Più volte ho tentato di raggiungere la croce, ma non ci sono mai riuscito. Spero che la Parrocchia Santa Maria Assunta Stalettì e la comunità di Stalettì faccia un percorso poderale per poterci arrivare. Credo sia possibile e non tanto oneroso. Sogno un lungo stuolo di pellegrini e di devoti, provenienti da tutta Italia e dal mondo, che fanno un percorso penitenziale (una VIA CRUCIS) verso la croce, in compagnia della Serva di Dio Concetta Lombardo. Sarebbe un motivo importante per la crescita spirituale-civica,e anche culturale, della comunità locale. STALETTI faccia suo questo mio sogno.

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