martedì 25 settembre 2012

12. LE TAPPE DELLA SANTITA' DOPO LA MORTE



 di Luigi Mariano Guzzo
 Concetta morì in profumo di santità il 22 agosto 1948. Per tre giorni il corpo senza vita rimase sotto il sole tra i poderi di Stalettì per tutti gli accertamenti del caso. I funerali, dopo l’autorizzazione delle autorità competenti per la tumulazione, coinvolsero l’intero paese. Furono esequie imponenti.
La prima tomba
Per qualche mese il corpo di Concetta fu collocato in un sepolcro provvisorio. Poi, nel 1949 la salma fu composta in un grande monumento marmoreo preparato dalla mamma e dalla sorella con la scritta sulla lapide: 
A Concettina Lombardo/ 
morta tragicamente/ 
perché non fosse macchiato/ 
il fiore purissimo/ 
della sua giovinezza/
 la madre e la sorella/
 posero”.
Per anni la pietà popolare coltivò la devozione a questa umile contadina di Stalettì martire per preservare il candore della sua età. Si rincorse pure qualche voce su alcuni miracoli, visioni, intercessioni divine.
Ma la svolta si ebbe nel 1978, a trent’anni dalla sua morte. Il Primo Convegno Ecclesiale  della Chiesa di Calabria (Paola, 28 ottobre - primo  novembre 1978) chiese tra le altre cose di portare alla ribalta l’esistenza di alcuni valori vissuti in positivo nell’ambiente familiare. Servivano testimoni insomma. E nel dicembre del 1978 Padre Nicola Criniti, francescano conventuale, si ritrovò nel cimitero di Stalettì - forse per un caso, forse perché egli nativo di un paese vicino aveva già da giovane avuto sentore della vicenda di Concetta, personalmente penso “per volontà di Dio” - si ritrovò dinnanzi quel monumento marmoreo. Fu un flash. Ma scattarono immediatamente le ricerche per raccogliere quanto più possibile testimonianze e informazioni.
Nel settembre-ottobre del 1980 il Sinodo sulla Famiglia chiese - per bocca dell’arcivescovo di Tamale (Ghana), Mons. Peter Poreku Derj - la riscoperta di santi che abbiano incarnato in maniera eroica gli ideali del matrimonio cristiano. Mons. Giuseppe Agostino, allora arcivescovo di Santa Severina e vescovo di Crotone, membro della Commissione della Conferenza Episcopale Italiana per la famiglia, inviò al Segretario del Sinodo, Mons. Giuseppe Tomko, un profilo su Concetta Lombardo preparato dall’arciprete di Stalettì Eugenio Marcella (pubblicato in questo blog: è il 4° post).
Il 5 marzo 1981 nella sua prima visita pastorale a Stalettì Mons. Antonio Cantisani, nuovo arcivescovo di Catanzaro e vescovo di Squillace, personalmente ascoltò la vicenda di Concetta Lombardo dai racconti del parroco Eugenio Marcella e del sindaco Antonio Mantella. Tant’è che nel piano pastorale 1981-1982 dal titolo “Nel segno della Comunione” l’arcivescovo Cantisani si impegnò a favorire la conoscenza di Concetta Lombardo.

Copertina del Volume
Il 10 giugno 1981 venne riesumato il corpo di Concetta Lombardo e i resti mortali, dopo aver riposato per anni in una semplice cassa di legno, furono collocati in un’artistica cassetta zincata.
Nel mese di marzo del 1983 - in preparazione al Sinodo regionale dei Giovani -  la segreteria del Consiglio Pastorale Diocesano curò il libro “Concetta Lombardo: un segno per i giovani d’oggi” (Edizioni Dehoniane, Napoli) che è il primo volume della collana “Studi e Ricerche” dell’Istituto di Scienze Religiose di Catanzaro e di Squillace. Il 16 luglio 1984 intanto il movimento “Regina Apostolorum”, fondato e diretto dall’avvocato Giuseppe Guerrisi, eresse una grande croce in ferro alta venti metri sul luogo del martirio di Concetta.
Il traliccio alto 20 metri sul luogo del martirio







Il 30 gennaio 1990 l’arcivescovo Cantisani presiedette la prima sessione pubblica per l’apertura della Causa di Canonizzazione della Serva di Dio Concetta Lombardo. Postulatore fu nominato padre Nicola Criniti. “Ma Concetta Lombardo - riflettè Cantisani in quell’occasione - ha avuto il martirio? Certo! Concetta Lombardo ha avuto il martirio, suprema prova della carità, e, perciò stimata dalla Chiesa come dono eccezionale”.
Intanto nel febbraio dello stesso anno Giuseppino De Roma pubblicò il libro “Concetta Lombardo: quando l’assurdo diventa realtà” (Edizioni Messaggero Padova).
Dal 6 ottobre 1993 al 3 giugno 1995 la Chiesa di Catanzaro-Squillace celebrò il suo primo Sinodo diocesano che mise al centro la vocazione universale della santità. Il Sinodo chiese pure che venisse divulgata la spiritualità” di “esemplari uomini di Dio” che con la loro esistenza ed il loro modello di vita hanno arricchito la Chiesa particolare. Ed il profilo “Un segno per i giovani d’oggi - Concetta Lombardo (1924 – 1948): ‘Sì’ fino al martirio” a firma di Ambrogio Sanna e Nicola Criniti, fu inserito nel volume “Santi tra noi” che presentava, come frutto del Sinodo, saggi biografici di altrettanti testimoni della chiesa locale.
Il 25 aprile 1996 il Centro per la Cultura dell’Arcidiocesi di Catanzaro-Squillace promosse il convegno “Santità e Cultura. Concetta Lombardo”. A luglio del 1996, poi, Vincenzo Ursini Editore diede alle stampe il volume di Salvatore Guerrieri: “Concetta Lombardo: una santità mediterranea”.
Il 25 ottobre 2000 le spoglie mortali di Concetta Lombardo dal cimitero furono traslate nella Chiesa Matrice di Stalettì e collocate proprio di fronte il tabernacolo.

Immagine della martire nella cattedrale di Catanzaro
La data importante è quella del 6 giugno 2002. In questa giornata l’arcivescovo Cantisani chiuse il Processo diocesano di Canonizzazione della Serva di Dio Concetta Lombardo. Era  la prima volta - nella nove volte centenaria Chiesa di Catanzaro-Squillace - che veniva chiuso un processo canonico sulle virtù di un Servo di Dio. Gli “Atti” delle 32 sedute del Tribunale ecclesiastico diocesano furuno quindi mandati a Roma in attesa della parola definitiva della Congregazione per la cause dei Santi. 
 Nel 2006 Concetta Lombardo rappresentò la Calabria tra i 16 testimoni scelti per il quarto convegno Ecclesiale Nazionale di Verona (16 – 20 ottobre). 
La nuova tomba nella chiesa matrice
L’arcivescovo metropolita Vincenzo Bertolone il 22 giugno 2012 iniziò una Inchiesta suppletiva, nominando Padre Pasquale Pitari come suo “Delegato a fare un esame della Causa, studiando la Copia Pubblica e tutto ciò che è collegato ad essa, al fine di colmare le carenze e potere dare una esauriente risposta al Dicastero”, che “nei Congressi ordinari del 24 ottobre 2003 e del 3 dicembre 2004 disponeva che, prima di procedere alla pubblicazione del decreto di validità giuridica della Inchiesta Diocesana sul presunto martirio della Serva di Dio, occorreva chiedere una Studio approfondito della Causa e del fondamento teologico del martirio”. Lo studio è stato consegnato alla Congregazione.
Intanto, ancora oggi, a più di sessant’anni dal martirio, il parroco di Stalettì don Roberto Corapi ogni 22 del mese organizza momenti di incontro e di riflessione sulla vita e le virtù di Concetta Lombardo. Ed in più: alcuni registri, collocati sotto la lapide di Concetta, testimoniano una forte devozione dei fedeli per questa Serva di Dio, martire per la purezza ed i valori della famiglia.

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